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BOSCO IN FESTA COMPIE 18 ANNI

Per la XVIII edizione, la manifestazione abbraccia la tematica della narrazione e degli antichi mestieri

Il format è lo stesso di sempre: due giorni dedicati all’ambiente e alla valorizzazione delle tradizioni, che quest'anno verranno raccontati in tantissimi modi diversi.

Bosco in Festa si collega così ad un altro importante festival che coinvolge il territorio dell'Empolese-Valdelsa, il [Non]festival delle narrazioni popolari (e impopolari).

L’edizione 2018 è promossa in modo congiunto dal Circolo Ricreativo Turbone “Moreno Gracci” e dal comune di Montelupo Fiorentino, con la collaborazione di Pro Loco Montelupo Fiorentino, del Museo Diffuso Empolese-Valdelsa e del Centro delle tradizioni popolari Empolese-Valdelsa. Gode del patrocinio della Regione Toscana, Città Metropolitana e dell’Unione dei Comuni del Circondario Empolese-Valdelsa.

Tanti gli eventi pensati per offrire ai visitatori opportunità di vivere in maniera diversa l’ambiente, la natura e scoprire le ricchezze del territorio: le passeggiate lungo il torrente Pesa, la frazione di Turbone, caratterizzata in passato dalla lavorazione del legno, e tanto altro.

Qui alcuni appuntamenti per la prima giornata della manifestazione:

Sabato 20 (e anche domenica 21) - Spazio narrazioni a cura del circolo di Turbone in collaborazione con Centro Tradizioni Popolari Empolese-Valdelsa e del Museo Diffuso Empolese-Valdelsa

Sabato 20 ottobre ore 15,00 - Apertura degli stand

Sabato 20 ottobre 16.30 - Inaugurazione ufficiale della manifestazione con la presentazione pubblica di un video di memorie turbonesi – conduce la Narratrice Cristina TRINCI

Sabato 20 ore 17.30 – 20.30 - A passo di danza nella tradizione, a cura dell'associazione Balburrasca

Sabato 20 ottobre 21.00 - Con la testa in su per ammirare le bellezze del cosmo con il gruppo Astrofili di Montelupo (ritrovo alle ore 20.30)

Per tutta la durata della manifestazione non mancheranno spettacoli, stand informativi, attività all’aria aperta (tiro con l’arco e calcio per bambini) e soste gastronomiche in cui riscoprire i sapori di una volta.

Sarà anche possibile visitare l’antica pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, posta nel Comune di Lastra a Signa ma afferente alla Parrocchia di Montelupo.

Domenica 21 la Pieve sarà aperta per le visite, e alle ore 9.30 si terrà la Santa Messa, detta per l'occasione “Messa del Boscaiolo”. Sarà possibile visitare l’esposizione permanente di Donazioni private di pezzi autentici di famiglie di origine contadina.

Þ     Indicazioni per raggiungere la manifestazione

Þ     Auto da Firenze: S.G.C. FI-PI-LI, uscita Ginestra fiorentina, poi seguire SP 12 – Direzione Montelupo, quindi all’altezza del Borgo S.Ippolito svoltare a sinistra.

Þ     Auto da Pisa: S.G.C. FI-PI-LI, uscita Montelupo, poi SS.67 Direzione Firenze, quindiseguire indicazione per Turbone

Þ     Pista Pedo-Ciclabile Lungo il Torrente Pesa da Montelupo alla Ginestra

Il commento dell’assessore alla cultura Aglaia Viviani

«Il tema scelto per questa edizione della manifestazione è “Narrazioni”: incontro/racconto del mondo del lavoro, delle tradizioni popolari, di uno stile di vita lento e attento alla natura.
Visitare “Bosco in festa” è un po’ come immergersi per alcune ore in un tempo lontano, caratterizzato da cose semplici e nello stesso tempo guardare al futuro, per la particolare attenzione che viene posta nei confronti della tutela ambientale.
L’amministrazione promuove e sostiene questa iniziativa, che è molto di più di una festa di frazione, è l’occasione di valorizzare uno dei luoghi naturalistici più interessanti del territorio: il bosco, il torrente Pesa, gli spazi verdi».

La dichiarazione del neo Presidente del Circolo A.R.C.I. “Moreno Gracci” Sergio Daddi

«Siamo arrivati alla XVIII edizione di Bosco in Festa con la quale ci riallacciamo all'Anno 2001 promuovendo una manifestazione dal taglio culturale, tema fondante della manifestazione.

Lo facciamo con il contributo dei paesani che ci hanno regalato le proprie memorie legate al loro vissuto in Turbone. Una memoria “immateriale” che se non tramandata rischia di scomparire con la scomparsa dei protagonisti. Come da 18 anni è stata fondamentale la co-organizzazione dell'evento insieme all'amministrazione comunale. Il Circolo di Turbone ha da poco rinnovato i propri organismi dirigenti, il Consiglio Direttivo in carica sarà all'altezza di fare scelte importanti per lo sviluppo associativo del Circolo legando la propria Missione allo sviluppo del Territorio. Con queste premesse voglio augurare una buona permanenza in Turbone a tutti i visitatori di Bosco in Festa».

Per approfondimenti

DESCRIZIONE DELLA CHIESA DEI SS. IPPOLITO E CASSIANO

dal libro di Francesca Martelli "Montelupo Fiorentino, tra storia e fede" (2017), disponibile a offerta libera presso la Parrocchia di Montelupo

La chiesa madre, ossia la pieve di Montelupo, come attesta un documento del 1270, era attribuita alla chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano sulla riva destra della Pesa, a circa un chilometro di distanza dall’attuale centro montelupino andando verso la Ginestra, dove la si può ammirare tutt’oggi. [...] L’improvviso incremento demografico, che interessò l’area della collina di Montelupo, dovuto alla costruzione del nuovo castello nel 1203, causò dei problemi alla chiesa madre, poiché alcune funzioni plebane dovettero essere trasferite all’interno del nuovo abitato dove fu trasferito l’intero popolo di Fibbiana per difesa del nuovo insediamento fiorentino. Inizialmente questa migrazione fu a vantaggio della chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano, poiché il popolo di Fibbiana, formalmente ancora sotto la giurisdizione del piviere di Empoli, si riferiva ormai a questa. Successivamente, però, fu proprio tale concentrazione di abitanti all’interno del nuovo castello a far passare in secondo piano l’importanza della chiesa madre, poiché essendovi una maggior concentrazione di abitanti, vi era bisogno di una chiesa interna alle mura castellane. In effetti, in seguito a tale inurbamento e per colmare la distanza tra la pieve e il popolo, nacquero due edifici ecclesiastici all’interno del tessuto urbano, cioè San Giovanni Evangelista e San Niccolò. [...] Per circa cinque secoli, la chiesa di San Giovanni Evangelista in castello – oggi San Lorenzo – fu un punto di riferimento per tutta l’area montelupina, sia dal punto di vista religioso che sociale, a scapito della pieve dei SS. Ippolito eCassiano, nonostante questa, in quanto chiesa madre, fosse l’unica provvista di fonte battesimale e cimitero. Il passaggio del popolo di Fibbiana all’interno del nuovo nucleo abitativo causò il trasferimento di alcune funzioni plebane, cioè concernenti la pieve, alla nuova chiesa in castello, a scapito della chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano. Non a caso, nel 1538 venne concesso alla chiesa di San Giovanni in castello il titolo di prioria, ossia di chiesa più rilevante all’interno del piviere; non solo, le fu attribuito anche il fonte battesimale. Ne conseguì che il ruolo della pieve dei SS. Ippolito e Cassiano andò progressivamente a decadere, fino ad arrivare all’anno 1789, quando perse il suo titolo.



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