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Autovelox: inconcepibile esultare perché vengono accolti i ricorsi

Per il sindaco Paolo Masetti si tratta di uno strumento che tutela guidatori e pedoni e le sanzioni scattano per chi supera i limiti e quindi non rispetta la legge.

 

 

Quando si parla di autovelox, scatta l’inevitabile polemica. Nei giorni scorsi due sentenze hanno dato ragione a cittadini che hanno presentato ricorso nei confronti delle sanzioni elevate dallo strumento collocato sulla statale 67 all’altezza di via 1° Maggio.

Solo poco tempo fa altri quattro ricorsi avevano avuto, invece, un esito diametralmente opposto e il giudice aveva dato ragione all’Unione dei comuni, confermando la sanzione.

 

«I ricorsi al giudice hanno esiti contrastanti, legati all’interpretazione di un cavillo o di una norma da parte del giudice di turno. Quello che è un dato di fatto, invece, è un altro: chi ha preso la multa non ha rispettato la legge e superato i limiti di velocità.

In quel tratto, lo ricordo, abbiamo registrato veicoli che viaggiavano a più di 110 km/h; neppure fossero in autostrada. Questo è l’aspetto saliente e il fatto che con l’autovelox gli incidenti gravi in quel tratto sono diminuiti.

Qualcuno continua a dire che si tratta di uno strumento per fare cassa. Sinceramente sono stufo di questo. È uno strumento per tutelare la sicurezza strada e per impedire di “fare cassa” il metodo è semplicissimo: rispettare i limiti di velocità», afferma Paolo Masetti, sindaco di Montelupo Fiorentino e delegato per l’Unione dei comuni alla Polizia Municipale.

 

L’unico reale modo per togliere l’autovelox è la realizzazione di una rotonda; intervento già progettato e finanziato dall’amministrazione comunale e che ha subito ritardi in relazione dei lavori che ci sono stati e ripartiranno sulla Firenze – Pisa – Livorno. È impossibile avere contemporaneamente interventi importanti sulla Superstrada e sulla Statale, e questo è un fatto oggettivo.

 

In merito alla questione interviene anche Massimo Luschi, comandante della Polizia Municipale dell’Unione dei comuni: «Il rispetto delle norme al codice della strada in generale e il rispetto dei limiti di velocità nello specifico è una questione dibattuta da tempo. Personalmente ritengo la sicurezza stradale un obiettivo primario e come tale anche la possibilità di accertamento da parte degli organi preposti al controllo dovrebbe essere decisamente più pratico e attuabile. Una volta determinato da ingegneri e soggetti abilitati il limite di velocità di un certo tratto di strada ed installata idonea segnaletica di limite di velocità il controllo dovrebbe essere libero (come accade nella stragrande maggioranza dei paesi). In Italia invece nel nome del “volete fare cassa” si cerca di limitare sempre più i controlli, salvo poi tornare al facile proclamo della “sicurezza stradale” quando invece si registrano sinistri stradali gravi o con esito mortale».

 

«Solitamente evito la polemica politica, perché reputo che sia poco fruttuosa, però questa volta devo dire che sono rimasto perplesso dalla reazione di alcuni membri dell’opposizione nei confronti della sentenza che dava torto al comune. Credo, sinceramente, che una tale modalità legittimi tutti coloro che non rispettano le regole e la velocità. Questo a me sembra grave», conclude Paolo Masetti.

 



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