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Conclusi i lavori di ristrutturazione del cimitero del capoluogo

Intanto l’amministrazione rivede le tariffe per le concessioni e per i servizi cimiteriali.

È terminato in questi giorni un importante intervento di riqualificazione del cimitero del Capoluogo.

I lavori per il costo complessivo di oltre 200.000 euro hanno previsto la completa ristrutturazione dei loculi, il recupero della cappella centrale e di quella laterale, il consolidamento delle coperture e dei solai, oltre al rifacimento dell’impiantistica.

Il cimitero del Capoluogo è stato realizzato nel XIX secolo e fino al 1915 occupava una superficie rettangolare con ingresso da via Malmantile; la Camera Mortuaria era a quei tempi l’unica struttura muraria presente. Le persone venivano sepolte solamente in terra e la media annua di tumulazioni fra il 1903 e il 1912 era di 37,7.
Fra il 1915 e il 1930 vennero realizzate le cappelle del cimitero poste alla fine dei vialetti pedonali: la cappella Sguanci e la cappella della Curia per il seppellimento dei sacerdoti e le cappelle provate Cioni e Matteschi. La parte in muratura che ospita i loculi è stata realizzata a partire dal 1930 e successivamente ampliata negli anni Novanta del secolo scorso.

Si è trattato di un intervento importante che persegue l’obiettivo di recuperare spazi nei cimiteri cittadini e di adeguare le strutture.

Parallelamente, l’amministrazione è intervenuta anche da un punto di vista organizzativo e sulle tariffe.

Dall’8 aprile 2016 le tariffe delle concessioni di loculi e ossari per la sepoltura a tumulazione in edifici murati dei defunti vengono riorganizzate e unificate per tutte le sette aree cimiteriali del territorio comunale.

La Giunta Comunale ha infatti stabilito una più semplice quota unica per tutte le sepolture, eccetto le differenze in relazione alle diverse altezze della fila per i loculi.

Con lo stesso atto ha aumentato dal 5 al 10% le tariffe stesse, che erano ferme da oltre 5 anni.

«Le tariffe – spiega l’assessore Lorenzo Nesi – servono per coprire i costi del servizio. Si tratta di un procedimento particolare e delicato e ci teniamo che venga seguito in maniera accurata».



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