I censimenti che sono stati utilizzati sono quelli del 1841, 1871, 1901.
I censimenti vengono spesso paragonati a delle fotografie, perché ritraggono, in maniera sufficientemente dettagliata, quella che è la situazione della popolazione di una comunità, sia quella presente che quella residente, in un dato momento, esattamente alla mezzanotte del 31 dicembre, per i censimenti del 1871 e del 1901.
Quello del 1841 è l’unico censimento nominativo che venne realizzato durante il Granducato di Toscana e venne portato a termine dai parroci, che il motu proprio del 18 giugno 1817 riconosceva come ufficiali di stato civile.
I censimenti del 1871 e 1901 sono invece due dei censimenti che lo Stato italiano ha realizzato, con cadenza decennale – sia pure con due “salti”, nel 1891 e nel 1941 -, a partire da quello del 1861, organizzato proprio all’indomani della raggiunta unità d’Italia.
Nei censimenti del 1871 e del 1901 i fogli di famiglia, cioè i moduli prestampati destinati a raccogliere le informazioni richieste, dovevano essere redatti dal capofamiglia (di solito l’uomo più adulto sposato), cui spettava la veridicità delle informazioni fornite. Se il capofamiglia non era in grado di procedere alla compilazione del foglio, perché magari non sapeva leggere e scrivere, tale compito ricadeva fondamentalmente sugli incaricati dell’amministrazione comunale che avevano ormai sostituito i parroci in questo tipo di rilevazioni.
I dati del censimento del 1841 sono stati ripresi dagli originali compilati dai parroci e conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze; per quanto riguarda, invece, il censimento del 1871, si sono utilizzati i fogli di famiglia, accuratamente ordinati e rilegati e conservati presso l'Archivio comunale; per il censimento del 1901, invece, si è utilizzata una copia manoscritta fatta su appositi registri, conservata sempre presso l’Archivio comunale.
Ci sembra giusto sottolineare che la ricchezza di questo tipo di fonti presenti dell'Archivio comunale di Montelupo (sono presenti, infatti, anche altri censimenti) non ha molti uguali in Toscana.
|
|